MWC 2017

MWC 2017 (17)

Vi siete sempre chiesti come si respira e si vive all'interno di un evento di portata mondiale come il Mobile World Congress? Lo staff di Cinafoniaci vi porta dietro le quinte per svelarvi i piccoli segreti che nessuno vi dice...VLOG e dietro le quinte dell'evento più importante a livello mondiale sul mondo mobile: smartphones, gadgets, servizi, app e tanto altro in una kermesse davvero unica ed emozionante.

Un ringraziamento davvero grande va a tutti voi che ci seguite quotidianamente e che con la vostra passione supportate il nostro lavoro! Continuate a seguirci sul sito, Facebook e Telegram per essere sempre aggiornati sulle ultime news dal mondo degli smartphone cinesi!

InnJoo, brand di telefonia piuttosto conosciuto in Medio Oriente, ha presentato al MWC 2017 la sua nuova lineup per il 2017, tra cui spicca il Pro2, smartphone con 6GB di RAM e processore Helio P20. Una presentazione che, al Mobile World Congress, segna l'inizio dell'espansione di InnJoo anche sul mercato europeo. Presente all'evento anche Dani Sordo, pilota di Rally dal 2003, che è il testimonial ufficiale della campagna marketing di InnJoo. 

Una conferenza condotta interamente dal General Manager di InnJoo Spain, Conrado Vazquez Mata, il quale ha presentato brevemente la nuova lineup di prodotti. Sono ben 3 gli smartphone proposti: InnJoo 4, InnJoo Pro2 e InnJoo Fire4 Plus
InnJoo Fire4 Plus segue il trend del Mobile World Congress, ovvero quello di conquistare l'utenza con un setup a doppia fotocamera: la doppia fotocamera da 13 Megapixel + 5 Megapixel permetterà di poter giocare con il focus e la prospettiva delle foto, andando ad agire su parametri che normalmente non è possibile fare con una singola fotocamera. Non sappiamo molto delle specifiche dello smartphone dato che allo stand non si sono voluti scucire più di tanto: le certezze per ora riguardano solo lo schermo, 5.5" con risoluzione Full HD, e la batteria, che sarà da 3000 mAh.

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Più interessanti InnJoo 4 e InnJoo Pro2, smartphone di fascia medio-alta che arriveranno entro Aprile. InnJoo 4 è il nuovo flagship della compagnia, grazie alla sua scheda tecnica: troviamo un processore MediaTek Helio X20, 4GB di RAM e 64GB di ROM. La fotocamera principale è da 16 Megapixel f/2.2 con PDAF, mentre per i selfie c'è una fotocamera da 5 Megapixel. C'è Android 7.0 Nougat a bordo, ma bisognerà poi fare i conti con gli aggiornamenti: se arriveranno in maniera tempestiva oppure no solo il tempo potrà dirlo.

Infine è stato presentato l'InnJoo Pro2, la proposta di fascia alta dell'azienda. Equipaggiato con il MediaTek MT6757, ovvero Helio P20, e ben 6GB di RAM DDR4, questo è il flagship della compagnia disponibile già da Marzo sul mercato. Ci sono anche 64GB di memoria interna, espandibili tramite microSD. La versione di Android è la 6.0 Marshmallow, speriamo in un update a Nougat nei prossimi mesi. Ben costruito anche se dal design lievemente anonimo, potete apprezzare le sue linee ed il display 2.5D dalle foto.

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Alla presentazione abbiamo poi conosciuto Raul, per tutti i suoi fan meglio conosciuto come "el Rincon de China". Raul era presente insieme ad un nutrito numero di canali YouTube spagnoli ed internazionali che si occupano di smartphone, in particolare cinesi. Nelle foto potete vedere il nostro indomito Andrea strappare sorrisi al Rincon nazionale spagnolo.

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InnJoo ci ha anche omaggiato con un tablet, modello F801, che proveremo nei prossimi giorni e recensiermo: per ora possiamo anticiparvi che si tratta di un table entry leve da 8 pollici, con la possibilità di inserire ben due SIM con connettività 3G. Vi ricordiamo di seguirci su Facebook e su Telegram per sapere sempre in anteprima news e recensioni dal mondo degli smartphone cinesi!

Prime impressioni del nostro staff per la mirrorless di Yi Technologies, la Yi M1: fotocamera mirrorless 4K compatta ed esteticamente davvero accattivante. Un piccolo concentrato di tecnologia che però ha ancora qualche difetto da limare.

Partiamo dai pregi: possiamo sicuramente annoverare tra questi il design, e il formato scelto per il sensore. La Yi M1 è un oggetto di dimensioni davvero contenute, con un display da 3” di risoluzione non altissima, ma adeguato per rivedere i nostri scatti e mettere a fuoco. Sì perché non c’è mirino, né ottico né elettronico, su questa mirroless, che si comanda quasi totalmente via touch e con l’utilizzo di due pulsante, oltre alla ghiera di selezione per la modalità di scatto.

Parlavamo di formato, secondo noi una scelta davvero ponderata ed azzeccata: Yi ha scelto il formato MFT ovvero Micro Four Thirds. A disposizione abbiamo quindi una vasta scelta di obbiettivi, anche se c’è la possibilità di acquistare due obbiettivi forniti direttamente in kit con la mirrorless.

Nel kit completo sono infatti presenti sia un obbiettivo a focale fissa da 42.5mm 1:1.8 (85mm equivalente su di una full frame) che un teleobbiettivo 12-40mm 1:3.5-5.6 (che diventano 24-80mm). Il sensore da 20 Megapixel della Yi M1 ha un crop 2.0x rispetto ad un sensore Full-frame, in linea con prodotti analoghi come ad esempio le mirrorless di Fuji o Panasonic.

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Proprio sulla scia del successo delle fotocamere mirrorless avvenuto negli ultimi anni siamo più che felici di vedere sul mercato un nuovo contendente, ma bisogna fare attenzione. Difetti di gioventù ci sono sicuramente, e da non sottovalutare: nonostante la fotocamera abbia 81 punti di messa a fuoco, a volte è proprio difficile focalizzare bene i soggetti.

Anche durante la ripresa video ha mostrato un autofocus abbastanza lento, che davvero penalizza tanto questa Yi M1 rispetto alla concorrenza. Il comparto video è uno dei migliori vantaggi delle fotocamere mirrorless, grazie alle quali possiamo girare tranquillamente con un corpo macchina compatto e poco pesante.

Gli obbiettivi sono molto “plasticosi”: la sensazione “cheap” è davvero preponderante sull’obbiettivo fisso da 42.5mm f/1.8, che ha anche una finta corona per poter regolare il focus. Di fatto allo stand ci hanno spiegato che è lì solo per estetica e che non serve a nulla. Nessuna possibilità di sfocare morbidamente in manuale usando questo obbiettivo per ritratti dunque, e questa mancanza urta non poco.

Va meglio con l’obbiettivo 12-40mm, che essendo un teleobbiettivo “tuttofare” si comporta abbastanza bene. Qui c’è la possibilità di regolare il focus manualmente, anche se l’escursione fino all’infinito è eccessivamente lunga a nostro parere.

La batteria da 900 mAh è un limite notevole: dichiarati si possono scattare circa 450 scatti, ma crediamo che nelle realtà saremo intorno ai 350-400 o giù di lì. Anche durante i video la batteria tende a scaricarsi abbastanza presto. A questo proposito, la fotocamera Yi M1 registra fino a 4K e 30fps: il limite è 30 minuti o 4GB per file. Siamo dovuti tornare allo stand dopo che la prima volta non abbiamo potuto provarla causa ricarica delle batterie: di certo non è un bel biglietto da visita.

Concludiamo la carrellata di “mezzi difetti” con la selezione del focus: come abbiamo detto abbiamo 81 punti di messa a fuoco, selezionabili singolarmente. Purtroppo il tutto avviene sul touch della Yi M1, che a volte quindi non è proprio preciso e ci costringe a correggere operando nuovamente via touch. Sarebbe stata gradita la presenza di un selettore a croce per poter impostare con precisione e al primo colpo il punto in cui effettuare il focus.

Se eliminiamo queste prime criticità riscontrate, la Yi M1 ha anche tanti pregi: è leggera, con un design che vi conquisterà sicuramente, minimalista e dalle linee pulita, con il minimo indispensabile che serve per farla funzionare. Non ha uno stile retrò come le proposte di Olympus o Fuji, ma di sicuro cattura l’attenzione.

Per il prezzo a cui viene proposta (circa 350€ in offerta vista ultimamente in Italia) è sicuramente una soluzione da poter considerare: il formato MFT permette un accesso ad un vasto parco ottiche di qualità elevatissima, per tutte le vostre esigenze video/foto. Ovviamente non è un prodotto per professionisti, dato anche il prezzo a cui viene proposto: il sensore Sony IMX269 è ottimo ma non regge il confronto con Panasonic o Sony, anche di fascia bassa.

Tirando le somme la prima impressione è sicuramente positiva, nonostante i difetti più o meno marcati che abbiamo evidenziato fin’ora. Cercheremo nel futuro di poterla reperire ed effettuare una recensione approfondita e darvi anche il nostro personale giudizio su di essa.

Gionee a questo Mobile World Congress  ha presentato due dispositivi, Gionee A1Gionee A1 PLUS.

Gionee A1 ha un display da 5.5 pollici Full HD, CPU  Octa core MediaTek Helio P10 con frequenza da 1.8 Ghz, GPU ARM Mali-T860, Storage da 64 Gb con possibilità di espanderla, RAM da 4 GB, Fotocamera anteriore da 16 Megapixel e back camera da 13 Megapixel, 4G LTE, GPS, lettore di impronte digitali integrato nel tasto frontale e batteria d 4010 mAh.

Gionee A1 PLUS invece è più grande, ha infatti un display da 6 pollici Full HD e 2.5D, CPU MediaTek Helio P25 2.5 Ghz a otto core, Android 7.0 Nougat, Dual SIM, 64 Gb espandibili tramite micro SD, 4Gb di RAM.  Fotocamera anteriore da 20 Megapixel e back camera da 13 Megapixel, 4G LTE, Impronte digitali e batteria d 4550 mAh.

Caratteristitiche quindi non comuni, come la fotocamera frontale che in enrambi i modelli ha risoluzione maggiore di quella posteriore. Nel Gionee A1 è infatti da 16 Mpixel e nel Gionee A1 plus da ben 20 Mpixel.
Smartphone quindi specializzati in selfie di altissima qualità e dotati di una batteria dalla grandissima autonomia.

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L'uscita del Gionee A1 è prevusta a Marzo nelle colorazioni Black, Gold e Gray con un prezzo di 349 euro mentre il Plus ad Aprile e il prezzo sarà di 499 euro (Gold e Gray).
Prezzi quindi troppo alti a nostro parere per poter competere nel mercato attuale anche se alcune caratteristiche sono davvero uniche.

 

Anche Blackview è presente al Mobile World Congress 2017 dove ha portato tutta la sua gamma di prodotti 2017, una serie infinita di smartphone "rugged" e tanti smartphone che vanno a colpire tutte le fasce di mercato.

Fra tutti abbiamo deciso di farvi vedere il Blackview P2 che è sicuramente uno dei più interessanti smartphone della compagnia; parliamo di un battery phone con batteria da 6000 mah (e si sente...) e con una configurazione tecnica di tutto riguardo:CPU Mediatek 6750T con 4GB di RAM e 64 GB di ROM, schermo 5.5 pollici Full HD e sensore impronte digitali nella parte posteriore. La colorazione blu è davvero particolare e bella a vedersi.

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Allo stand è presente anche il Blackview A9 Pro un telefono entry level ma con una qualità costruttiva davvero buona, CPU Mediatek 6737 e schermo 5.0 pollici IPS HD , 2 gb di ram e 16 gb di rom , batteria da 3000 mah e sensore di impronte digitali che è integrato nel tasto home. Android 7.0 già presente a bordo e una doppia camera nella parte posteriore (che in pratica è la moda di questo MWC). Il software è quello stock di MediaTek ma ci sono alcune leggere personalizzazioni nell'interfaccia, come ad esempio la UI dell'applicazione fotocamera, che a noi non dispiacciono e snelliscono la (brutta) interfaccia standard.

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Staremoa  vedere nelle prossime settimane questo Blackview P2 se manterrà le promesse. Rimanete sintonizzati con noi perché a breve lo avremo tra le mani pronti a testarlo.

Nubia è presente a questo Mobile World Congress  con una novità, Nubia N1 Lite, smartphone presentato proprio in occasione di questa convention. Stavolta però è presente con un suo stand autonomo e non, come gli altri anni, all'interno dello stand ZTE segno di un brand che sta cercando sempre più una sua autonomia caratterizzata da scelte aziendali proprie.

Ovviamente presente in esposizione tutta la gamma dei prodotti Nubia ( Z11 , Z11 Mini, Z11 Max e Mini S), ma soprattutto una new entry, il Nubia N1 Lite, Nubia ha infatti deciso di aggredire un altro settore di mercato e cioè quello della fascia entry level con questo Nubia che forse ha poco di "nubia" perchè molto diverso dagli standard assolutamente elevati a cui questo brand ci ha abituati,

Il sistema è infatti mosso da una CPU Mediatek 6737 equipaggiato con 2 GB di RAM e 16 GB di ROM, la back cover posteriore è in plastica ed è rimovibile, oltre agli slot per le due sim è possibile espandere la memoria tramite micro SD; nella parte anteriore perdiamo il tipico logo illuminato con led della nubia, i tasti sono messi a schermo e il display da 5.5 pollici e risoluzione HD non ci ha fatto una impressione molto positiva e presenta delle strane striscie orizzontali se visto in controluce (anche se c'è da segnalare che i modelli esposti ci hanno specificato essere dei modelli di preproduzione visto che il lancio ufficiale è previsto per metà aprile).

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Nella parte posteriore trova posto la fotocamera e il sensore impronte digitali in un inserto in metallo ben lavorato. Su questo Nubia non troviamo l'interfaccia utente presente su tutti gli altri nubia, ma Android 6.0 in versione stock e senza alcuna personalizzazione.

Diciamo che questo Nubia N1 Lite "snatura" un po' lo stile Nubia adattandolo ad esigenze prettamente low cost con un risultato che potrebbe far storcere un po il naso. Di fatto sul mercato si trovano telefoni cinesi con una scehda tecnica simile a un prezzo inferiore ai 100 euro, qui il prezzo è superiore ma controbilanciato dalle garanzie che un marchio come Nubia indubbiamente offre.

 

Davvero ricca la lineup di Nokia presentata al Mobile World Congress di Barcellona: Nokia 3, Nokia 5 e Nokia 6 sono la proposta dell'azienda per la fascia medio-bassa del mercato, puntando tutto su esperienza utente e qualità costruttiva.Torna sul mercato Europeo ufficialmente Nokia, che grazie ad HMD propone una tripletta pressoché completa per dispositivi sotto i 300€.

Si parte da Nokia 3, il più piccolo tra i tre: Snapdragon 6737, 2GB di RAM e schermo da 5 pollici con risoluzione HD. Ci sono poi 16GB di memoria interna espandibili e due fotocamere da 8 Megapixel, sia sul fronte che sul retro con apertura f/2.0. La batteria è da 2650 mAh e l'ingresso è di tipo USB normale (non Type-C). Scocca in alluminio ma back cover in policarbonato, anche se sembra di buona fattura. Formato compatto, si tiene davvero bene in mano anche se di smartphone con questa scheda tecnica ce ne sono davvero tanti. Nokia infatti non brilla per scheda tecnica in nessuno dei tre terminali, focalizzando la sua attenzione su esperienza d'uso, materiali utilizzati ma soprattutto aggiornamenti: il Nokia 3 monta infatti Android 7.0 Nougat. Sarà disponibile nelle colorazioni Silver con cover bianca, Nero, Blu scuro e una versione con il frame color rame e cover bianca.

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Proprio sugli aggiornamenti abbiamo potuto parlare con un responsabile di HMD, il quale ci ha assicurato che patch di sicurezza mensili ed aggiornamenti software verranno rilasciati in tempi brevi: ovviamente prima per gli smartphone più evoluti e costosi e così via fino alla fascia medio-bassa. Data la presenza di Android praticamente e totalmente Stock possiamo sperare che questa promessa venga mantenuta: non ci sono personalizzazioni software profonde da parte di Nokia, ed il launcher che riprende quello dei Google Pixel è stato studiato direttamente in collaborazione con Google.

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Si continua con Nokia 5, medio gamma con una scheda tecnica più interessante: Snapdragon 430, 2GB di RAM, schermo da 5.2" con risoluzione HD. Batteria da 3000 mAh e fotocamera principale da 13 Megapixel, mentre rimane quella da 8 Megapixel frontale. Scocca completamente in Alluminio 6000, dona sicuramente un aspetto premium al terminale, nonostante la scheda tecnica modesta. Si tiene davvero bene in mano e nel complesso sembra un prodotto con una qualità costruttiva davvero eccellente. Troviamo un sensore d'impronte posto in basso nella parte frontale del telefono, sulla cornice del vetro 2.5D posto a protezione dello smartphone. Nokia 5 sarà disponibile nelle colorazioni Argento, Nero, Blu scuro e Rame.

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Infine Nokia 6, un terminale che già conosciamo dato che è stato lanciato qualche settimana fa in Cina. Questo modello però differisce leggermente dalla versione cinese, a cominciare dall'interfaccia che integra nativamente il Play Store e che è identica per tutti i terminali Nokia. Non troviamo la tipica colorazione azzurrina e l'interfaccia lievemente personalizzata della versione cinese. Qui c'è uno Snapdragon 430, 3 GB di RAM e 32GB di memoria interna. Lo schermo da 5.5" di diagonale è un Full-HD IPS dai buoni colori, sebbene tendenti all'azzurro. Lo smartphone è disponibile anche in una versione "Premium", chiamata Arte Black: l'alluminio della scocca unibody qui ha una finitura lucida, mentre la ram diventa da ben 4GB.

Sia il Nokia 5 che il Nokia 6 montano Android 7.1.1, a differenza del Nokia 3 che ha Android 7.0. Molto interessante il prezzo dei dispositivi: si parte da 139€ per Nokia 3, 189€ per Nokia 5 e 229€ per Nokia 6. La versione Arte Black con 4GB di RAM dovrebbe essere proposta al prezzo di 299€.

Forse dopo la parola Retrogaming dovremo iniziare ad usare anche la parola Retrophoning? Sembra proprio di sì, visto che uno dei telefoni di cui più si è paralto in questo Mobile World Congress è sicuramente il remake del Nokia 3310, forse anche per la mancanza del super atteso Samsung S8 che ha dato buca a questo appuntamento. 

Non potevamo mancare anche noi da Nokia che qui a Barcellona ha uno stand davvero immenso (forse più grande anche di samsung) e che ha però relegato a un piccolo angolo gli smartphone progettati da HMD. 

Nokia 3310 è un telefono ( e non uno smartphone...) con semplici funzionalità adatto ad essere utilizzato come muletto, anche grazie al supporto dual sim. Il telefono è disponibile in 4 colorazioni, due lucide (giallo e rosso) e due opache (grigio chiaro e grigio scuro) queste ultime due versioni ci sono sembrate poco resistenti a graffi e scalfiture quindi vi consigliamo le colorazioni lucide.

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Nella parte posteriore abbiamo una fotocamera che serve  davvero a poco vista la bassissima risoluzione. 

Lo schermo non è touch , e trovano posto  nel menu a griglia le normali funzioni dei telefoni cellulari (contatti, messaggi, registro chiamate ecc ecc) , il telefono si collega unicamente alle reti 2G (quindi per il momento è esclusa la possibilità di utilizzare sim H3G) e la navigazione dati tramite il browser opera mini già istallato è possibile solamente nella lentissima modalità "Edge" visto che non è disponibile nemmeno la funzione wifi.

Che dire di questo Nokia 3310? Sicuramente un telefono che va a colpire le corde più nostalgiche della nostra persona, ma che, a parte quelle, lascia davvero poco. Gli amanti della tecnologia oltre a vederlo a ripensare a quando usavano il suo progenitore non credo che andranno oltre. Resta un device valido ma che si scontra con tutta una fascia di device "da cestone del mediaworld" dove potrete trovare prodotti simili a 9.99 euro o  giù di lì.

 

Approfondimento sullo stand Lenovo/Motorola dove abbiamo provato il Phab 2 Pro dotato della tecnologia Tango di Google per la mappatura degli ambienti in tempo reale. Uno stand ricco di novità con la presentazione dei nuovi Moto G5 e Moto G5 Plus, che almeno esteticametne non ci hanno colpito. Di sicuro però Motorola, rilevata da Lenovo, prosegue l'ottimo lavoro svolto lo scorso anno con Moto G4 e G4 Plus, rinnovando la sua serie di smartphone dedicata alla fascia media del mercato.

Presente inoltre anche il Lenovo Yoga Book, convertibile dotato di tastiera touch Halo che restituisce un feedback alla vibrazione, ed ovviamente la ricca selezione di moduli aggiuntivi, i cosìdetti Moto Mods, che verrà ulteriormente ampliata nel corso dell'anno.

Buona parte dello stand è dedicata alla realtà virtuale, dove professionisti del settore hanno mostrato le effettive possibilità della realtà aumentata tramite Lenovo Phab 2 Pro. Con lo smartphone è infatti possibile mappare completamente in 3D gli ambienti e poter ad esempio collocare elementi dinamici all'interno degli stessi. Pensiamo ad un arredatore che mostra il posizionamento dei mobili all'interno di una stanza, oppure alla possibilità di utilizzare l'app di Amazon per poter guardare in anteprima come oggetti quali TV, frigoriferi e altro vengono collocati negli ambienti. Il tutto in pochi tap, dato che lo smartphone fa la maggior parte del lavoro: a noi basta selezionare gli elementi da aggiungere direttamente dal grande schermo da 6.4" del Phab 2 Pro. Non mancano elementi divertenti come la possibilità di inserire un Babbo Natale o un trio di suonatori Mariachi: l'effetto comico è assicurato.

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Il Phab 2 Pro è un prodotto che, aldilà della sensoristica avanzata appositamente dedicata a lavorare in tandem con Tango, ha una scheda tecnica di tutto rispetto: schermo Quad-HD da 6.4" di diagonale, Snapdragon 652, 4 GB di RAM e 64GB di storage interno e una capiente batteria da 4050 mAh. E' disponibile in Italia al prezzo consigliato di 499€.

OPPO nel suo grande stand tutto color bianco mostra una tecnologia innovativa per i sensori fotografici degli smartphone: grazie ad un ingegnoso doppio sensore fotografico è possibile utilizzare uno Zoom fino a 5X senza alcuna perdita di definizione.

Nominato "Project 5X", OPPO ha finalmente presentato questa tecnologia che a nostro avviso riuscirà a conquistare più di un produttore. Uno dei due sensori del comparto fotografico è infatto posizionato a 90° rispetto a quello principale, letteralmente incassato nel modulo. Questo permette di catturare la luce tramite un meccanismo periscopico, riuscendo ad ottenere risultati impensabili per un sensore a filo con la cover dello smartphone.

Abbiamo potuto provare con mano un prototipo di OPPO che incorpora questo zoom a 5X: il risultato è sorprendente, considerando che non c'è bisogno di integrare un movimento meccanico della lente per poter ottenere lo zoom tipico di fotocamere bridge/reflex, ovvero allontanando meccanicamente le lenti l'una dall'altra.

 

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"I veri Cinafoniaci sono quelli che non si fermano ai prodotti che ci vengono imposti dal mercato e dai media convenzionali ma si documentano e cercano tutte le informazioni per riuscire ad avere la migliore tecnologia al prezzo più conveniente."

 

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