Giuseppe

Giuseppe

Entusiasta del mondo dell'IT, della tecnologia  e soprattutto di smartphone cinesi. Il mio tempo libero si divide equalmente tra Scienza e Android nella vita virtuale, volontariato e associazionismo per il sociale nella vita reale.

Ulefone Gemini è uno smartphone che abbiamo testato a lungo perché, come abbiamo visto anche al MWC 2017, l'interesse per un setup a doppia fotocamera è il nuovo trend del 2017. Vedere poi adottare una tale soluzione in uno smartphone entry-level dal costo inferiore ai 150€ sembra davvero una soluzione appetibile. Come si comporta però lo smartphone in generale, e la doppia fotocamera vale il prezzo dell'acquisto? Scopriamolo insieme nella recensione completa.

Due nuovi smartphone sono in arrivo da Oppo, previsti per una presentazione ufficiale che si terrà il 23 Marzo: parliamo di Oppo F3 e Oppo F3 Plus. In particolare Oppo F3 Plus dovrebbe presentare un setup a doppia fotocamera frontale, in maniera simile ai Vivo della famiglia V5. Oppo e Vivo sono infatti due aziende sussidiarie di BBK, che tra le altre aziende controlla direttamente anche OnePlus.

"The New Era of Selfie Expert" si può leggere dall'immagine teaser di presentazione inviata ai giornalisti per l'evento del 23 Marzo. Uno screenshot trapelato relativo alla scheda tecnica dello smartphone sembrerebbe confermare il setup a doppia fotocamera, con una configurazione 16+8 Megapixel.

oppo f3 dual camera

Il resto della scheda tecnica sembra molto interessante: troviamo infatti il nuovissimo Snapdragon 653, processore octa-core e successore dello Snapdragon 652 che svolge il suo lavoro egregiamente sullo Xiaomi Mi Max recensito da Andrea (che lo usa ancora come telefono principale). Troviamo poi 4GB di memoria RAM e 64GB di storage interno, schermo da ben 6" con risoluzione Full-HD protetto dal vetro Gorilla Glass 5 e una capiente batteria da 4000 mAh.

Oppo F3

Il sistema operativo è il Color OS 3.0, fork di Android basato sulla release 6.0 Marshmallow, e c'è anche una fotocamera da 16 Megapixel posteriore. Possiiblità di inserire due SIM o in alternativa una SIM ed una microSD per espandere lo storage interno fino a 256GB. Troviamo anche il supporto alla banda 20 (800MHz) per le reti di telefonia italiane, qunidi un prodotto davvero completo e completamente usabile anche da noi. Il tutto racchiuso in un corpo dal  peso di 185 grammi e dimensioni di  163.63 x 80.8 x 7.35 mm.

Resta da vedere quale sarà la scheda tecnica per Oppo F3 "liscio", ma la versione Plus sembra davvero interessante. Appuntamento al 23 Marzo per sapere maggiori dettagli su disponibilità e prezzo.

Vi siete sempre chiesti come si respira e si vive all'interno di un evento di portata mondiale come il Mobile World Congress? Lo staff di Cinafoniaci vi porta dietro le quinte per svelarvi i piccoli segreti che nessuno vi dice...VLOG e dietro le quinte dell'evento più importante a livello mondiale sul mondo mobile: smartphones, gadgets, servizi, app e tanto altro in una kermesse davvero unica ed emozionante.

Un ringraziamento davvero grande va a tutti voi che ci seguite quotidianamente e che con la vostra passione supportate il nostro lavoro! Continuate a seguirci sul sito, Facebook e Telegram per essere sempre aggiornati sulle ultime news dal mondo degli smartphone cinesi!

Ulefone direttamente dal suo blog fa sapere che a partire dal suo prossimo flagship, Ulefone Gemini Pro, tutti i suoi prodotti integreranno l'Assistente Google, fino a pochi giorni fa esclusiva ufficiale dei Google Pixel. Un bel passo in avanti per l'azienda cinese, che ha ufficialmente preso l'impegno di integrare appieno le funzionalità dell'assistente personale sviluppato dalla casa di Mountain View.

Ulefone Gemini Pro

Purtroppo per noi italiani la notizia non è così emozionante: Google Assistant è infatti ancora non disponibile in Italiano, anche se ci sono speranze di vederlo finalmente operativo anche nella penisola entro la fine dell'anno. E' interessante però che l'azienda sia dimostri così celere nell'integrare funzionalità software che in Cina non sono necessarie. Si dimostra così l'attenzione per il mercato occidentale, con l'Assistente Google disponibile per ora in lingua Inglese e Tedesco.

 

Ulefone Gemini Pro monta un processore deca-core Helio X27 MT6797X a 64-bit da 2.6GHz, 4GB di RAM, 128GB di memoria interna, USB Type-C e fotocamera anteriore da 13 megapixel. La fotocamera principale è un sistema a due sensori da 13 Megapixel, e dopo averlo provato al Mobile World Congress siamo convinti che potrebbe essere un dispositivo davvero valido, anche sotto il comparto fotografico.

Ulefone F1

Confermata anche la presenza dell'Assistente Google per la lineup di Ulefone dei prossimi mesi, con l'atteso Ulefone F1, rivale dello Xiaomi Mi Mix, con il suo design Bezelless. Anche Armor 2, T1 e T3 avranno Android Nougat 7.0 e l'Assistente Google integrati.

Fonte: http://blog.ulefone.com/google-assistant-will-come-to-ulefone-gemini-pro-and-more-models/

Annunciato oggi un nuovo smartphone da parte di LeEco: si tratta del Le Pro 3 Elite, versione depotenziata del suo Le Pro 3 dello scorso anno. Purtroppo per chi sperava in un nuovo flagship ci sarà da aspettare ancora qualche mese: il nuovo dispositivo infatti, nonostante l'aggettivo "Elite" nel nome, risulta essere più una versione "Lite" del LeEco Le Pro 3 lanciato pochi mesi fa dall'azienda cinese.

LeEco LePro3 Elite 1

La scheda tecnica qui infatti compie ben due passi indietro: troviamo lo Snapdragon 820 al posto dello Snapdragon 821 della versione non-Elite, mentre il quantitativo di RAM nella versione top arriva a 4GB rispetto ai 6GB del fratello maggiore. Anche l'NFC scompare misteriosamente, tagliando fuori questo LeEco Le Pro 3 Elite dai pagamenti contactless possibili proprio grazie a questa tecnologia.

LeEco LePro3 Elite 2

Il resto della scheda tecnica rimane invariata: display da 5.5" con risoluzione Full-HD, fotocamera principale da 16 Megapixel con apertura f/2.0, 32GB di storage interno e batteria da 4070 mAh. Il passo in avanti però è dato dalla scelta di produrre questo dispositivo in un'unica colorazione, Gold, lasciando da parte l'orribile Rose Gold a casa.
LeEco Le Pro 3 è disponibile per ora su LeEco Mall, Lynx e Jingdong (store online cinesi) ad un prezzo di 1699 Yuan, circa 230€ al cambio. Un risparmio di circa 30€ rispetto al LeEco Le Pro 3. Di sicuro di "Elite" qui c'è ben poco: la prossima volta un "Lite" sarebbe andato benissimo!

InnJoo, brand di telefonia piuttosto conosciuto in Medio Oriente, ha presentato al MWC 2017 la sua nuova lineup per il 2017, tra cui spicca il Pro2, smartphone con 6GB di RAM e processore Helio P20. Una presentazione che, al Mobile World Congress, segna l'inizio dell'espansione di InnJoo anche sul mercato europeo. Presente all'evento anche Dani Sordo, pilota di Rally dal 2003, che è il testimonial ufficiale della campagna marketing di InnJoo. 

Una conferenza condotta interamente dal General Manager di InnJoo Spain, Conrado Vazquez Mata, il quale ha presentato brevemente la nuova lineup di prodotti. Sono ben 3 gli smartphone proposti: InnJoo 4, InnJoo Pro2 e InnJoo Fire4 Plus
InnJoo Fire4 Plus segue il trend del Mobile World Congress, ovvero quello di conquistare l'utenza con un setup a doppia fotocamera: la doppia fotocamera da 13 Megapixel + 5 Megapixel permetterà di poter giocare con il focus e la prospettiva delle foto, andando ad agire su parametri che normalmente non è possibile fare con una singola fotocamera. Non sappiamo molto delle specifiche dello smartphone dato che allo stand non si sono voluti scucire più di tanto: le certezze per ora riguardano solo lo schermo, 5.5" con risoluzione Full HD, e la batteria, che sarà da 3000 mAh.

Più interessanti InnJoo 4 e InnJoo Pro2, smartphone di fascia medio-alta che arriveranno entro Aprile. InnJoo 4 è il nuovo flagship della compagnia, grazie alla sua scheda tecnica: troviamo un processore MediaTek Helio X20, 4GB di RAM e 64GB di ROM. La fotocamera principale è da 16 Megapixel f/2.2 con PDAF, mentre per i selfie c'è una fotocamera da 5 Megapixel. C'è Android 7.0 Nougat a bordo, ma bisognerà poi fare i conti con gli aggiornamenti: se arriveranno in maniera tempestiva oppure no solo il tempo potrà dirlo.

Infine è stato presentato l'InnJoo Pro2, la proposta di fascia alta dell'azienda. Equipaggiato con il MediaTek MT6757, ovvero Helio P20, e ben 6GB di RAM DDR4, questo è il flagship della compagnia disponibile già da Marzo sul mercato. Ci sono anche 64GB di memoria interna, espandibili tramite microSD. La versione di Android è la 6.0 Marshmallow, speriamo in un update a Nougat nei prossimi mesi. Ben costruito anche se dal design lievemente anonimo, potete apprezzare le sue linee ed il display 2.5D dalle foto.

Alla presentazione abbiamo poi conosciuto Raul, per tutti i suoi fan meglio conosciuto come "el Rincon de China". Raul era presente insieme ad un nutrito numero di canali YouTube spagnoli ed internazionali che si occupano di smartphone, in particolare cinesi. Nelle foto potete vedere il nostro indomito Andrea strappare sorrisi al Rincon nazionale spagnolo.

InnJoo ci ha anche omaggiato con un tablet, modello F801, che proveremo nei prossimi giorni e recensiermo: per ora possiamo anticiparvi che si tratta di un table entry leve da 8 pollici, con la possibilità di inserire ben due SIM con connettività 3G. Vi ricordiamo di seguirci su Facebook e su Telegram per sapere sempre in anteprima news e recensioni dal mondo degli smartphone cinesi!

Prime impressioni del nostro staff per la mirrorless di Yi Technologies, la Yi M1: fotocamera mirrorless 4K compatta ed esteticamente davvero accattivante. Un piccolo concentrato di tecnologia che però ha ancora qualche difetto da limare.

Partiamo dai pregi: possiamo sicuramente annoverare tra questi il design, e il formato scelto per il sensore. La Yi M1 è un oggetto di dimensioni davvero contenute, con un display da 3” di risoluzione non altissima, ma adeguato per rivedere i nostri scatti e mettere a fuoco. Sì perché non c’è mirino, né ottico né elettronico, su questa mirroless, che si comanda quasi totalmente via touch e con l’utilizzo di due pulsante, oltre alla ghiera di selezione per la modalità di scatto.

Parlavamo di formato, secondo noi una scelta davvero ponderata ed azzeccata: Yi ha scelto il formato MFT ovvero Micro Four Thirds. A disposizione abbiamo quindi una vasta scelta di obbiettivi, anche se c’è la possibilità di acquistare due obbiettivi forniti direttamente in kit con la mirrorless.

Nel kit completo sono infatti presenti sia un obbiettivo a focale fissa da 42.5mm 1:1.8 (85mm equivalente su di una full frame) che un teleobbiettivo 12-40mm 1:3.5-5.6 (che diventano 24-80mm). Il sensore da 20 Megapixel della Yi M1 ha un crop 2.0x rispetto ad un sensore Full-frame, in linea con prodotti analoghi come ad esempio le mirrorless di Fuji o Panasonic.

Proprio sulla scia del successo delle fotocamere mirrorless avvenuto negli ultimi anni siamo più che felici di vedere sul mercato un nuovo contendente, ma bisogna fare attenzione. Difetti di gioventù ci sono sicuramente, e da non sottovalutare: nonostante la fotocamera abbia 81 punti di messa a fuoco, a volte è proprio difficile focalizzare bene i soggetti.

Anche durante la ripresa video ha mostrato un autofocus abbastanza lento, che davvero penalizza tanto questa Yi M1 rispetto alla concorrenza. Il comparto video è uno dei migliori vantaggi delle fotocamere mirrorless, grazie alle quali possiamo girare tranquillamente con un corpo macchina compatto e poco pesante.

Gli obbiettivi sono molto “plasticosi”: la sensazione “cheap” è davvero preponderante sull’obbiettivo fisso da 42.5mm f/1.8, che ha anche una finta corona per poter regolare il focus. Di fatto allo stand ci hanno spiegato che è lì solo per estetica e che non serve a nulla. Nessuna possibilità di sfocare morbidamente in manuale usando questo obbiettivo per ritratti dunque, e questa mancanza urta non poco.

Va meglio con l’obbiettivo 12-40mm, che essendo un teleobbiettivo “tuttofare” si comporta abbastanza bene. Qui c’è la possibilità di regolare il focus manualmente, anche se l’escursione fino all’infinito è eccessivamente lunga a nostro parere.

La batteria da 900 mAh è un limite notevole: dichiarati si possono scattare circa 450 scatti, ma crediamo che nelle realtà saremo intorno ai 350-400 o giù di lì. Anche durante i video la batteria tende a scaricarsi abbastanza presto. A questo proposito, la fotocamera Yi M1 registra fino a 4K e 30fps: il limite è 30 minuti o 4GB per file. Siamo dovuti tornare allo stand dopo che la prima volta non abbiamo potuto provarla causa ricarica delle batterie: di certo non è un bel biglietto da visita.

Concludiamo la carrellata di “mezzi difetti” con la selezione del focus: come abbiamo detto abbiamo 81 punti di messa a fuoco, selezionabili singolarmente. Purtroppo il tutto avviene sul touch della Yi M1, che a volte quindi non è proprio preciso e ci costringe a correggere operando nuovamente via touch. Sarebbe stata gradita la presenza di un selettore a croce per poter impostare con precisione e al primo colpo il punto in cui effettuare il focus.

Se eliminiamo queste prime criticità riscontrate, la Yi M1 ha anche tanti pregi: è leggera, con un design che vi conquisterà sicuramente, minimalista e dalle linee pulita, con il minimo indispensabile che serve per farla funzionare. Non ha uno stile retrò come le proposte di Olympus o Fuji, ma di sicuro cattura l’attenzione.

Per il prezzo a cui viene proposta (circa 350€ in offerta vista ultimamente in Italia) è sicuramente una soluzione da poter considerare: il formato MFT permette un accesso ad un vasto parco ottiche di qualità elevatissima, per tutte le vostre esigenze video/foto. Ovviamente non è un prodotto per professionisti, dato anche il prezzo a cui viene proposto: il sensore Sony IMX269 è ottimo ma non regge il confronto con Panasonic o Sony, anche di fascia bassa.

Tirando le somme la prima impressione è sicuramente positiva, nonostante i difetti più o meno marcati che abbiamo evidenziato fin’ora. Cercheremo nel futuro di poterla reperire ed effettuare una recensione approfondita e darvi anche il nostro personale giudizio su di essa.

Davvero ricca la lineup di Nokia presentata al Mobile World Congress di Barcellona: Nokia 3, Nokia 5 e Nokia 6 sono la proposta dell'azienda per la fascia medio-bassa del mercato, puntando tutto su esperienza utente e qualità costruttiva.Torna sul mercato Europeo ufficialmente Nokia, che grazie ad HMD propone una tripletta pressoché completa per dispositivi sotto i 300€.

Si parte da Nokia 3, il più piccolo tra i tre: Snapdragon 6737, 2GB di RAM e schermo da 5 pollici con risoluzione HD. Ci sono poi 16GB di memoria interna espandibili e due fotocamere da 8 Megapixel, sia sul fronte che sul retro con apertura f/2.0. La batteria è da 2650 mAh e l'ingresso è di tipo USB normale (non Type-C). Scocca in alluminio ma back cover in policarbonato, anche se sembra di buona fattura. Formato compatto, si tiene davvero bene in mano anche se di smartphone con questa scheda tecnica ce ne sono davvero tanti. Nokia infatti non brilla per scheda tecnica in nessuno dei tre terminali, focalizzando la sua attenzione su esperienza d'uso, materiali utilizzati ma soprattutto aggiornamenti: il Nokia 3 monta infatti Android 7.0 Nougat. Sarà disponibile nelle colorazioni Silver con cover bianca, Nero, Blu scuro e una versione con il frame color rame e cover bianca.

Proprio sugli aggiornamenti abbiamo potuto parlare con un responsabile di HMD, il quale ci ha assicurato che patch di sicurezza mensili ed aggiornamenti software verranno rilasciati in tempi brevi: ovviamente prima per gli smartphone più evoluti e costosi e così via fino alla fascia medio-bassa. Data la presenza di Android praticamente e totalmente Stock possiamo sperare che questa promessa venga mantenuta: non ci sono personalizzazioni software profonde da parte di Nokia, ed il launcher che riprende quello dei Google Pixel è stato studiato direttamente in collaborazione con Google.

Si continua con Nokia 5, medio gamma con una scheda tecnica più interessante: Snapdragon 430, 2GB di RAM, schermo da 5.2" con risoluzione HD. Batteria da 3000 mAh e fotocamera principale da 13 Megapixel, mentre rimane quella da 8 Megapixel frontale. Scocca completamente in Alluminio 6000, dona sicuramente un aspetto premium al terminale, nonostante la scheda tecnica modesta. Si tiene davvero bene in mano e nel complesso sembra un prodotto con una qualità costruttiva davvero eccellente. Troviamo un sensore d'impronte posto in basso nella parte frontale del telefono, sulla cornice del vetro 2.5D posto a protezione dello smartphone. Nokia 5 sarà disponibile nelle colorazioni Argento, Nero, Blu scuro e Rame.

Infine Nokia 6, un terminale che già conosciamo dato che è stato lanciato qualche settimana fa in Cina. Questo modello però differisce leggermente dalla versione cinese, a cominciare dall'interfaccia che integra nativamente il Play Store e che è identica per tutti i terminali Nokia. Non troviamo la tipica colorazione azzurrina e l'interfaccia lievemente personalizzata della versione cinese. Qui c'è uno Snapdragon 430, 3 GB di RAM e 32GB di memoria interna. Lo schermo da 5.5" di diagonale è un Full-HD IPS dai buoni colori, sebbene tendenti all'azzurro. Lo smartphone è disponibile anche in una versione "Premium", chiamata Arte Black: l'alluminio della scocca unibody qui ha una finitura lucida, mentre la ram diventa da ben 4GB.

Sia il Nokia 5 che il Nokia 6 montano Android 7.1.1, a differenza del Nokia 3 che ha Android 7.0. Molto interessante il prezzo dei dispositivi: si parte da 139€ per Nokia 3, 189€ per Nokia 5 e 229€ per Nokia 6. La versione Arte Black con 4GB di RAM dovrebbe essere proposta al prezzo di 299€.

Approfondimento sullo stand Lenovo/Motorola dove abbiamo provato il Phab 2 Pro dotato della tecnologia Tango di Google per la mappatura degli ambienti in tempo reale. Uno stand ricco di novità con la presentazione dei nuovi Moto G5 e Moto G5 Plus, che almeno esteticametne non ci hanno colpito. Di sicuro però Motorola, rilevata da Lenovo, prosegue l'ottimo lavoro svolto lo scorso anno con Moto G4 e G4 Plus, rinnovando la sua serie di smartphone dedicata alla fascia media del mercato.

Presente inoltre anche il Lenovo Yoga Book, convertibile dotato di tastiera touch Halo che restituisce un feedback alla vibrazione, ed ovviamente la ricca selezione di moduli aggiuntivi, i cosìdetti Moto Mods, che verrà ulteriormente ampliata nel corso dell'anno.

Buona parte dello stand è dedicata alla realtà virtuale, dove professionisti del settore hanno mostrato le effettive possibilità della realtà aumentata tramite Lenovo Phab 2 Pro. Con lo smartphone è infatti possibile mappare completamente in 3D gli ambienti e poter ad esempio collocare elementi dinamici all'interno degli stessi. Pensiamo ad un arredatore che mostra il posizionamento dei mobili all'interno di una stanza, oppure alla possibilità di utilizzare l'app di Amazon per poter guardare in anteprima come oggetti quali TV, frigoriferi e altro vengono collocati negli ambienti. Il tutto in pochi tap, dato che lo smartphone fa la maggior parte del lavoro: a noi basta selezionare gli elementi da aggiungere direttamente dal grande schermo da 6.4" del Phab 2 Pro. Non mancano elementi divertenti come la possibilità di inserire un Babbo Natale o un trio di suonatori Mariachi: l'effetto comico è assicurato.

Il Phab 2 Pro è un prodotto che, aldilà della sensoristica avanzata appositamente dedicata a lavorare in tandem con Tango, ha una scheda tecnica di tutto rispetto: schermo Quad-HD da 6.4" di diagonale, Snapdragon 652, 4 GB di RAM e 64GB di storage interno e una capiente batteria da 4050 mAh. E' disponibile in Italia al prezzo consigliato di 499€.

OPPO nel suo grande stand tutto color bianco mostra una tecnologia innovativa per i sensori fotografici degli smartphone: grazie ad un ingegnoso doppio sensore fotografico è possibile utilizzare uno Zoom fino a 5X senza alcuna perdita di definizione.

Nominato "Project 5X", OPPO ha finalmente presentato questa tecnologia che a nostro avviso riuscirà a conquistare più di un produttore. Uno dei due sensori del comparto fotografico è infatto posizionato a 90° rispetto a quello principale, letteralmente incassato nel modulo. Questo permette di catturare la luce tramite un meccanismo periscopico, riuscendo ad ottenere risultati impensabili per un sensore a filo con la cover dello smartphone.

Abbiamo potuto provare con mano un prototipo di OPPO che incorpora questo zoom a 5X: il risultato è sorprendente, considerando che non c'è bisogno di integrare un movimento meccanico della lente per poter ottenere lo zoom tipico di fotocamere bridge/reflex, ovvero allontanando meccanicamente le lenti l'una dall'altra.

 

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"I veri Cinafoniaci sono quelli che non si fermano ai prodotti che ci vengono imposti dal mercato e dai media convenzionali ma si documentano e cercano tutte le informazioni per riuscire ad avere la migliore tecnologia al prezzo più conveniente."

 

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